Tra un anno i cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne per pronunciarsi sull’iniziativa denominata Moneta intera. Quest’ultima prevede di mettere il sistema monetario sotto sopra. La Svizzera non deve diventare un laboratorio di sperimentazione.

di Martin Hess, Responsabile politica economica ASB

Forse avete incontrato anche voi l’anno scorso i sostenitori dell’iniziativa „Moneta intera“ che erano in cerca di firme. Forse avete anche chiesto loro per quale motivo era necessario firmare e ottenuto una risposta che vi ha lasciato perplessi. Ciò che importa è che presto sarete chiamati a pronunciarvi su dei cambiamenti di grande portata di cui si fatica a comprenderne il tenore e le conseguenze.

«L’iniziativa „Moneta intera“ si lancia in un esperimento altamente rischioso.»

L’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), fermamente contraria a questa iniziativa, è in buona compagnia sul fronte del rifiuto poiché riunisce il Consiglio federale, la Banca nazionale svizzera (BNS) nonché una gran parte degli ambienti economici e scientifici. Se il rifiuto è così largamente condiviso, è perché gli autori dell’iniziativa “Moneta intera” non hanno nessuna possibilità di raggiungere lo scopo mirato e si lanciano in un esperimento altamente rischioso, senza precedenti sulla scena internazionale.

La posta in gioco secondo gli autori dell‘iniziativa

L’obiettivo degli autori dell’iniziativa è quello di introdurre un controllo totale della massa monetaria da parte della BNS, di prevenire i ritiri massicci di denaro in situazioni di crisi e di realizzare degli utili creando della moneta scritturale. Questi utili sarebbero destinati al rimborso dei debiti o distribuiti sotto forma di dividendi di cittadinanza. Questo presupporrebbe tuttavia di concedere dei crediti solo se questi sono integralmente coperti dagli averi di risparmio. In altre parole: i depositi a vista dei clienti dovrebbero scomparire dai bilanci delle banche, allo scopo di non poter servire a rifinanziare dei crediti. Delle regolamentazioni così rigide impedirebbero in alcuni casi la fuga verso altri mezzi di pagamento.

Cosa c’è realmente in gioco

Ogni sistema finanziario ha una doppia funzione: mettere dei capitali a disposizione della società e dell’economia da una parte, assumere i rischi dall’altra parte. Trattandosi della Svizzera, vari indicatori mostrano che le banche contribuiscono notevolmente allo sviluppo economico e al benessere del paese.

«Ogni sistema finanziario ha una doppia funzione: mettere dei capitali a disposizione della società e dell’economia da una parte, assumere i rischi dall’altra parte.»

Le operazioni bancarie, per natura, non sono prive di rischi. La Svizzera ha tratto degli insegnamenti dalla crisi finanziaria, che nemmeno un sistema di moneta intera avrebbe potuto evitare. Le autorità di sorveglianza bancaria confermano che il settore è sulla buona strada. Con la migliore volontà del mondo, compreso al di fuori delle cerchie finanziarie, non si vede perché bisognerebbe regolamentarlo fino a distruggerlo. Per quanto concerne l’affermazione secondo la quale il franco svizzero mancherebbe di solidità per il semplice fatto che gran parte della massa monetaria proviene dall’economia privata attraverso la concessione di crediti, l’ASB non vede nessun indice che la corrobora. L’aspra battaglia della BNS contro l’apprezzamento del franco mostra il contrario.

E se l’iniziativa fosse adottata?

Un sistema di moneta intera riorganizzerebbe da cima a fondo il sistema finanziario della Svizzera. Un simile sistema non è mai stato introdotto in un’economia moderna. Ne risulterebbero rischi considerevoli per l’economia svizzera. I clienti delle banche dovrebbero sopportare notevoli inconvenienti. L’offerta di credito non sarebbe più determinata dal mercato, ma da decisioni estremamente centralizzate della BNS, ciò che susciterebbe notevoli richieste politiche. La concessione di crediti, che è necessaria per una crescita economica sostenibile, non potrebbe essere garantita.

«I clienti delle banche dovrebbero sopportare notevoli inconvenienti.»

I crediti, rifinanziati sul risparmio a lungo termine, sarebbero inoltre più onerosi dei prestiti finanziati attualmente sui depositi a vista. I risparmiatori sarebbero anch’essi meno favoriti, poiché la detenzione di moneta centrale diventerebbe molto più cara nell’ambito dei depositi a vista liquidi e perché i conti di risparmio sarebbero meno flessibili rispetto ad oggi.

In un sistema di moneta intera, la BNS genererebbe della moneta senza acquistare parallelamente degli attivi di valore, ad esempio delle riserve di divise. Ora, una moneta priva di sicurezza è una moneta vuota e non una moneta intera… Infine, la massa monetaria sarebbe condizionata da vincoli budgetari piuttosto che da considerazioni di economia generale, ciò che porta ancora all’inflazione.

Una consolazione per i votanti

Spesso, i cittadini chiamati alle urne non hanno un compito facile. Devono cercare di comprendere una materia complessa, poi soppesare i pro e i contro. L’iniziativa sulla Moneta intera fa eccezione a questa regola e questo può essere consolante! Di fatto, dal momento che una votazione porta su una soluzione sperimentale che cerca di risolvere un problema inesistente, non è difficile soppesare i pro e i contro. In un paese solido come la Svizzera, votare un’altra cosa che non sia un “no” massiccio significa dar prova di leggerezza.

Merken

Ancora nessun commento.